Quando manca una persona cara,
alla burocrazia pensiamo insieme.
Questa guida spiega con calma tutta la pratica di successione: cosa succede, cosa serve, in che ordine. E cosa faccio io al posto tuo.
Partiamo dalla tua situazione.
La pratica cambia poco, ma il tuo ruolo cambia molto a seconda di come eri legato alla persona che è mancata.
È mancato un tuo caro, cliente Fineco
Sei un erede (o pensi di esserlo). Il percorso completo è quello descritto qui sotto: comunicazione del decesso, individuazione degli eredi, adempimenti fiscali e infine il trasferimento di quanto ti spetta.
Vai al percorso completo ›È mancato il cointestatario del tuo conto
Metà del conto è già tua e non entra in successione. Prima liberi la tua quota con un modulo dedicato, poi — se sei anche erede — segui il percorso come gli altri eredi per la parte rimanente.
Vai al passaggio dedicato ›Chi fa cosa.
Della lista che segue, la parte più pesante non tocca a te. Ecco come ci dividiamo il lavoro.
Tu
Raccogli pochi documenti: il certificato di morte, la dichiarazione che individua gli eredi, i documenti d’identità. E firmi i moduli quando è il momento, sempre con me al fianco.
Io
Preparo e controllo tutti i moduli prima dell’invio, autentico io le firme dove serve (senza passare dal notaio per i moduli bancari), tengo i contatti con gli uffici della banca e ti avviso a ogni passaggio.
La banca
Mette in sicurezza i rapporti, calcola i saldi ufficiali alla data del decesso, verifica la documentazione e infine trasferisce a ciascun erede quanto gli spetta.
L’unica cosa davvero importante da sapere: la pratica si ferma solo per un motivo, documenti incompleti o compilati male. È il collo di bottiglia di quasi tutte le successioni. Per questo ogni documento, prima di partire, passa da me.
La successione, passo per passo.
Sette passaggi in tutto. Alcuni durano un giorno, altri qualche settimana: l’importante è farli nell’ordine giusto, senza dover tornare indietro.
Comunichiamo il decesso alla banca
Il primo passo è mio e tuo insieme: serve il certificato di morte in originale, rilasciato dal Comune, da cui risultino data e luogo del decesso e lo stato civile. Appena la banca lo riceve, apre la pratica di successione. Conviene richiederne più copie: lo stesso certificato serve anche per altre pratiche (INPS, utenze, altre banche).
Da quel momento, per proteggere il patrimonio, la banca blocca tutti i rapporti intestati e cointestati alla persona mancata: conti, carte e dossier titoli. È un passaggio normale e previsto: nulla è perso, è solo messo in sicurezza fino alla fine della pratica.
Individuiamo ufficialmente gli eredi
La banca deve sapere, senza ombra di dubbio, chi sono gli eredi. Lo strumento è la dichiarazione sostitutiva di atto notorio con firma autenticata da un pubblico ufficiale: Sindaco, funzionario comunale, notaio o cancelliere del Tribunale. Attenzione: una semplice autocertificazione non basta.
La dichiarazione deve dire tre cose: chi era la persona mancata, se esiste o meno un testamento, e chi sono tutti gli eredi, con il grado di parentela e la precisazione che non ce ne sono altri.
Si predispone e si firma davanti a un pubblico ufficiale — Comune, notaio o cancelleria del Tribunale — che ne autentica la firma. Non va compilata e firmata a casa.
› Cosa deve contenere
Dati da riportare:
- Dati anagrafici e codice fiscale della persona mancata (dalla carta d’identità e dalla tessera sanitaria).
- Data e luogo del decesso (dal certificato di morte).
- Nome, dati anagrafici e grado di parentela di tutti gli eredi, nessuno escluso.
- Se c’è testamento: estremi di pubblicazione, attestazione che è l’unico conosciuto, valido e non impugnato, e copia del testamento.
Da allegare: copia dei documenti d’identità di tutti gli eredi e della persona mancata.
Se il conto era cointestato: prima la tua quota
Se il conto era intestato a due persone, la metà del cointestatario superstite è sua e non entra in successione. La banca gli invia il modulo per svincolare la propria quota, ed è il primo tassello da chiudere: finché la quota parte non è liberata, la pratica degli eredi non può arrivare alla liquidazione.
- Lo svincolo riguarda tutta la quota: liquidità e strumenti finanziari insieme, non si può fare a metà.
- Se trasferisci la tua quota su un conto intestato solo a te, l’operazione è fiscalmente neutra: nessuna vendita, nessuna tassa.
Copre sia la liquidità sia gli eventuali titoli sul dossier collegato al conto: non si può svincolare solo una parte.
Scarica il PDF› Come si compila
Dati da inserire:
- Il numero del conto cointestato e dell’eventuale dossier titoli collegato (sull’estratto conto o nell’app Fineco, sezione Conti).
- L’IBAN e l’intestazione del conto (e dell’eventuale dossier titoli) di destinazione — intestato solo a te per la neutralità fiscale.
Va compilato in tutte le sue parti, in nessun campo lasciato vuoto: è il primo modulo da restituire.
La banca invia la Lettera Cespiti
Una volta identificati gli eredi, la banca prepara la Lettera Cespiti: la fotografia ufficiale del patrimonio alla data del decesso. Contiene i saldi di conti e depositi titoli, gli eventuali assegni in sospeso e il debito residuo di mutui e prestiti.
È il documento che serve per il passo successivo: senza, non si può presentare la dichiarazione di successione. Nota: le eventuali polizze assicurative non compaiono nella Lettera Cespiti, perché seguono un percorso a parte (ne parliamo più sotto).
La dichiarazione di successione
Con la Lettera Cespiti in mano, gli eredi presentano la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, di regola entro 12 mesi dal decesso.
Non devi occupartene da solo: di solito se ne incarica il commercialista, un CAF o il notaio. Fineco mette a disposizione anche un servizio dedicato di segnalazione, che possiamo attivare insieme se non hai un professionista di riferimento.
Nei casi più semplici non serve presentare la dichiarazione. Non è un modulo che scarichi e compili tu: se la situazione rientra nei presupposti, è la banca ad accorgersene e a predisporre la dichiarazione di esonero, inviandola a te e a me per la sottoscrizione.
› Quando si applica
Serve che ricorrano tutte e tre queste condizioni:
- Successione devoluta a coniuge o parenti in linea retta.
- Nessun immobile o diritto reale immobiliare nell’eredità.
- Attivo ereditario lordo non superiore a 25.822,85 euro, al netto dei beni esenti.
Se hai un dubbio anche minimo sul tuo caso, verifichiamo insieme prima di dare per scontato l’esonero.
Il modulo di svincolo: dove va il patrimonio
È il modulo con cui gli eredi dicono alla banca dove trasferire quanto spetta a ciascuno. Esistono quattro versioni del modulo, a seconda di cosa conteneva il patrimonio: la versione giusta te la preparo io, con i saldi ufficiali dei conti e dei depositi già inseriti sulla base della Lettera Cespiti. A te resta da indicare dove trasferire quanto ti spetta e firmare. Insieme al modulo servono l’attestazione di presentazione della dichiarazione di successione e la prova del pagamento delle imposte.
La versione corretta dipende da cosa c’era nel patrimonio:
› Come si compila
Le sezioni con i saldi di conti e depositi alla data del decesso le compilo io, sulla base della Lettera Cespiti. A te spetta:
- Indicare la liquidità in percentuali o frazioni (mai importi in euro): le quote devono coprire il 100%.
- Se il patrimonio comprende anche titoli o fondi, compilare anche la sezione del conto di ripianamento — IBAN di un conto Fineco, intestatari e percentuale per ciascun erede — anche se il saldo è positivo. Senza, lo svincolo non parte.
- Firmare tutti gli eredi: autentico io le firme come consulente, senza necessità di notaio.
Da allegare: attestazione di presentazione della dichiarazione di successione — oppure, se rientri nell’esonero (fase 5), la dichiarazione che la banca stessa predispone — e prova del pagamento delle imposte.
La liquidazione e la chiusura
Quando la documentazione è completa e corretta, gli uffici della banca eseguono le istruzioni: trasferiscono liquidità e strumenti come indicato dagli eredi e infine estinguono i rapporti intestati alla persona mancata. La pratica è chiusa.
Se qualcosa non torna, la banca segnala l’anomalia direttamente a me, e la risolviamo senza che tu debba inseguire gli uffici.
Le polizze assicurative seguono un’altra strada.
Se la persona mancata aveva polizze vita, non le troverai nella Lettera Cespiti: non è un errore. Le polizze non passano dalla successione bancaria.
Se era anche l’assicurato
La polizza si trasforma in una liquidazione ai beneficiari indicati nel contratto, che spesso non coincidono con gli eredi. I beneficiari inviano alla Compagnia, tramite la banca, la documentazione per la liquidazione.
Un vantaggio importante: in questo caso la somma non è soggetta a imposta di successione.
Se era contraente ma non assicurato
La polizza non si liquida: continua a esistere, e l’erede che vuole subentrare chiede la variazione di contraenza. Servono il certificato di morte, la dichiarazione che individua gli eredi, l’eventuale lettera liberatoria se gli eredi sono più di uno e la dichiarazione di successione con il valore della polizza (o l’esonero).
Situazioni meno comuni, già previste.
Se ti riconosci in uno di questi casi, non cambia il percorso: cambia solo qualche documento in più. Li gestiamo insieme.
Tra gli eredi c’è un minorenne o una persona sotto tutela
Serve la nomina del tutore, curatore o amministratore di sostegno con il verbale di giuramento e, nei casi previsti, il decreto del Giudice Tutelare che autorizza l’accettazione dell’eredità (con beneficio di inventario) e la riscossione della quota. Il genitore superstite esercita la responsabilità sul figlio minorenne senza bisogno di autorizzazioni per la pratica. Il modulo di svincolo viene intestato anche all’erede tutelato, ma firmato da chi lo rappresenta.
Gli eredi vogliono delegare una sola persona (procuratore)
Si può: serve una procura rilasciata dagli eredi. Il modulo di svincolo resta intestato agli eredi ma può firmarlo il solo procuratore. Attenzione a un dettaglio: il procuratore può trasferire i beni su un conto intestato a sé stesso solo se la procura lo autorizza espressamente a operare in conflitto di interessi.
C’è un esecutore testamentario
Dipende dalla sua scelta, formalizzata in Tribunale: se rinuncia all’incarico, il modulo di svincolo viene intestato agli eredi e tutto procede normalmente; se accetta, il modulo viene intestato a lui ed è lui a dare le istruzioni. In questo caso il patrimonio ereditario resta sempre separato dal suo: i rapporti di destinazione vengono intestati “in qualità di esecutore testamentario” e per vendere strumenti finanziari serve l’autorizzazione del Giudice.
Un erede vuole rinunciare all’eredità
La rinuncia si formalizza presso un notaio o in Tribunale. Se a rinunciare è un erede diverso dal coniuge, serve una nuova dichiarazione sostitutiva che chiarisca se ci sono eredi che subentrano al rinunciante (tipicamente i suoi figli). Il modulo di svincolo viene poi intestato ai soli eredi che non hanno rinunciato.
Tra gli eredi c’è un ente, una società o un trust
Per gli enti (es. fondazioni, Onlus) servono la delibera di accettazione e l’accettazione con beneficio di inventario, che per loro è obbligatoria; per le società, la documentazione che attesta chi è il legale rappresentante; per i trust, quella che attesta la qualifica del trustee. In tutti i casi il modulo di svincolo viene intestato all’ente, alla società o al trust, nella persona di chi lo rappresenta.
Non ci sono eredi (eredità giacente)
Quando nessun erede è noto o nessuno accetta, il Tribunale dichiara l’eredità “giacente” e nomina un curatore: sarà lui a gestire la pratica con la banca, e il modulo di svincolo viene intestato a lui.
C’erano un mutuo o dei prestiti
La Lettera Cespiti riporta il debito residuo alla data del decesso. Prima di arrivare allo svincolo, la posizione va sistemata: il debito viene accollato, estinto o comunque le rate vengono spostate su un conto diverso da quello della persona mancata. Se ne occupa un ufficio dedicato della banca: coordino io il passaggio.
Le domande che mi fanno più spesso.
Quanto dura tutta la pratica?
Dipende quasi solo da una cosa: la completezza dei documenti. La parte bancaria è rapida quando tutto è in ordine; i tempi si allungano quando manca una firma autenticata, un documento d’identità o una sezione del modulo. È esattamente il motivo per cui controllo ogni documento prima dell’invio: la pratica deve partire giusta la prima volta.
Perché il conto è bloccato? I soldi sono al sicuro?
Sì, sono al sicuro: il blocco serve proprio a questo. Alla comunicazione del decesso la banca congela i rapporti per proteggere il patrimonio fino a quando gli eredi non sono individuati con certezza. Nulla viene perso o toccato: tutto resta lì, in attesa delle istruzioni degli eredi.
Chi paga le imposte di successione, e da dove escono?
Le imposte vengono addebitate sul conto della persona mancata. Se il saldo non basta, la differenza viene coperta dal conto di ripianamento indicato nel modulo di svincolo: per questo quella sezione è sempre obbligatoria. Sulle aliquote: tra coniuge e figli l’imposta è del 4% e solo sopra 1 milione di euro di quota per ciascun erede, quindi in moltissimi casi non si paga nulla. Il calcolo preciso lo fa chi prepara la dichiarazione di successione.
Il cointestatario può usare subito la sua parte?
La sua quota gli appartiene e non entra in successione, ma alla comunicazione del decesso anche il conto cointestato viene bloccato. Per tornare a disporre della propria metà, il cointestatario compila il modulo di svincolo quota parte: se la trasferisce su un conto intestato solo a lui, l’operazione è fiscalmente neutra. È il primo passaggio da fare, e di solito anche il più veloce.
Come si inviano i documenti alla banca?
Gli originali viaggiano per posta verso l’ufficio successioni della banca, in un plico con la dicitura “Pratica di successione”. Per accelerare, la documentazione si può anticipare via email, con una regola precisa: un file per ogni documento, non un’unica scansione cumulativa. Ma nella pratica non devi pensarci tu: prepariamo il plico insieme e mi assicuro io che parta completo e nel formato giusto.
Gli eredi devono aprire un conto Fineco?
Non sempre. La liquidità e i titoli in risparmio amministrato possono andare anche su una banca terza. Serve invece un conto o dossier Fineco per il risparmio gestito e le SICAV: in quel caso l’apertura la gestiamo insieme in pochi giorni, anche completamente online. È anche l’occasione per fare il punto: molti eredi scelgono di restare, e di questo parliamo solo quando la pratica è chiusa e con calma.
Non devi ricordarti nulla di tutto questo.
Della parte più complessa mi occupo io: prepariamo insieme i documenti, autentico le firme e seguo la pratica con gli uffici della banca, fino alla chiusura.