Aggiornamento Mercati
Novembre 2025

Tutto quello che sta succedendo sui mercati spiegato in maniera sintetica

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Cosa succede nel mondo?

Tutti i dati più importanti in due minuti

Lo shutdown più lungo della storia USA

Geopolitica

Dal 1° ottobre 2025 gli Stati Uniti sono entrati in shutdown, il più lungo della loro storia. Lo shutdown è il blocco delle attività governative non essenziali che avviene quando il Congresso non riesce ad approvare la legge di bilancio entro il 30 settembre. Circa 1,4 milioni di dipendenti federali sono a casa senza stipendio.

L’oro supera i 4.000 dollari

Materie prime

Per la prima volta nella storia, l’oro ha superato i 4.000 dollari l’oncia durante ottobre, con un aumento di oltre il 50% da inizio anno. Diversi fattori stanno spingendo il prezzo: lo shutdown americano crea incertezza, indebolimento del dollaro e le banche centrali, guidate dalla Cina, che continuano a comprare oro.

BCE e Fed: strade diverse

Banche centrali

La BCE ha lasciato i tassi fermi per la terza volta: depositi al 2%, rifinanziamenti al 2,15%, prestiti marginali al 2,40%. L’inflazione è sotto controllo (2,2%, vicino all’obiettivo del 2%) ma l’economia cresce poco (+0,2% nel Q3). La BCE decide volta per volta guardando i dati.

La Fed invece ha tagliato i tassi di 0,25% il 29 ottobre, portandoli tra il 3,75% e il 4%. Una mossa che il mercato si aspettava, anche se Trump continua a fare pressioni per tagli più forti.

La mia analisi

Ottobre è stato un mese molto intenso sui mercati.

I mercati azionari hanno continuato a salire: gli utili delle aziende crescono forte, soprattutto negli USA. Le grandi banche hanno chiuso il terzo trimestre con risultati ottimi, ben sopra le attese. Le aziende dell’intelligenza artificiale continuano a stupire, consolidando un trend di crescita che sembra destinato a proseguire anche nei prossimi mesi.

Questo momentum positivo si riflette negli indici americani, che hanno toccato nuovi massimi storici, sostenuti da una combinazione di fondamentali solidi e aspettative ottimistiche degli investitori.

L’economia reale mostra due velocità: l’Europa cresce poco (+0,2% nel terzo trimestre), l’America sta rallentando. Non sono segnali di preoccupazione, ma una fase di “normalizzazione” dopo anni straordinari. Del resto, abbiamo visto negli ultimi anni ritorni ben sopra la media, con l’unica eccezione nel 2022.

Questa divergenza tra le diverse aree geografiche è in parte fisiologica: ogni economia attraversa cicli diversi, influenzati da politiche monetarie, dinamiche fiscali e situazioni strutturali specifiche. L’importante è comprendere che la crescita economica non segue mai una linea retta, ma attraversa fasi di accelerazione e rallentamento che fanno parte della normale evoluzione dei mercati.

Un tema importante da non sottovalutare: il dollaro ha perso il 10% nell’anno contro l’euro. Se hai investimenti negli Stati Uniti, parte del guadagno “se l’è mangiato” il cambio sfavorevole. Questo fenomeno, tecnicamente chiamato “rischio di cambio”, può avere un impatto significativo sui rendimenti nel breve periodo. Per investimenti di lungo termine, queste oscillazioni tendono a bilanciarsi nel tempo e non è fonte di preoccupazione. La valuta infatti tende a muoversi in cicli pluriennali, con fasi di apprezzamento che compensano quelle di deprezzamento.

Storicamente, il cambio euro-dollaro ha sempre mostrato questa caratteristica di mean reversion, ovvero di ritorno verso valori medi di equilibrio. È normale che ci sia un po’ di volatilità in fasi come queste. I portafogli ben costruiti sono fatti per gestire questi momenti: quando alcune parti soffrono, altre stanno andando bene. Questo è il motivo concreto per cui la diversificazione funziona. Non è un concetto astratto o teorico, ma una strategia pratica che dimostra la sua efficacia proprio nei momenti di turbolenza. Un portafoglio equilibrato, che combina asset decorrelati tra loro, permette di attenuare le oscillazioni e mantenere una crescita più costante nel tempo, riducendo lo stress emotivo legato agli investimenti.

Approfondimento: Lo shutdown USA e i suoi effetti sistemici

Lo shutdown del governo federale americano, iniziato il 1° ottobre, rappresenta un evento senza precedenti per durata e implicazioni strutturali. A differenza del passato, questo episodio si distingue per le minacce esplicite di Trump di trasformare il blocco temporaneo in licenziamenti permanenti, ridefinendo le dimensioni del governo federale.

Con 1,4 milioni di dipendenti federali in congedo non retribuito e un costo stimato di 15 miliardi di dollari a settimana, l’impatto sull’economia reale è tangibile. Settori come il turismo (con la chiusura di parchi nazionali e monumenti) stanno subendo perdite immediate, gli aeroporti hanno iniziato a segnalare blocchi per carenza di personale.

Senza le pubblicazioni ufficiali sul mercato del lavoro, sull’inflazione e sull’attività economica, la Fed è costretta a prendere decisioni cruciali sui tassi basandosi su approssimazioni e stime private. Questo aumenta esponenzialmente l’incertezza e può portare a errori di policy.

Nelle ultime ore un accordo sembra essere stato trovato. Rimane uno degli shutdown più lunghi della storia americana, simbolo dell’incertezza a livello politico che regna negli USA e dell’approvazione di Trump che continua a calare, soprattutto tra l’elettorato che lo ha sostenuto alle scorse elezioni.


Domande che ricevo frequentemente

Con i mercati così alti, non è meglio vendere e aspettare un momento migliore?

È la domanda più comune quando i mercati sono ai massimi. La risposta breve: no, generalmente non è una buona idea. Nessuno sa quando arriverà il “momento giusto” per rientrare. I dati storici mostrano che i rendimenti si concentrano in pochi giorni all’anno, e perderli costa molto.

Ha senso spostare più soldi sull’Europa visto che il dollaro scende?

Il dollaro che scende ha effettivamente ridotto i guadagni degli investimenti USA per noi europei. Però attenzione: non facciamo l’errore di inseguire quello che è già successo. Per investimenti di lungo termine, il cambio tende a bilanciarsi da solo nel tempo.

I tassi della BCE sono fermi, le obbligazioni sono ancora interessanti?

Sì, soprattutto le obbligazioni societarie europee con buon rating (investment grade). I titoli di stato invece rendono meno, ma è legato al minor rischio e possono ancora avere senso per la parte più prudente del portafoglio.

Sapevi che…

Dal 1976, il governo federale degli Stati Uniti ha vissuto circa 20 shutdown, anche se solo una decina hanno comportato vere sospensioni delle attività e congedi del personale. In media, ciascun blocco è durato circa otto giorni.