Fondo pensione e TFR | Stefano Traverso

La pensione,
costruita per tempo.

Se stai valutando un fondo pensione, o ti chiedi se ha senso spostare il TFR che hai sempre lasciato in azienda, qui trovi come funziona davvero, cosa è cambiato nel 2026 e i numeri per cui ho scelto il Core Pension di Amundi come fondo di riferimento per i miei clienti.

La pensione pubblica non basterà. Il resto va costruito adesso.

Il sistema pensionistico italiano è a ripartizione: i contributi di chi lavora oggi pagano le pensioni di chi è già in pensione. Con una popolazione che invecchia, la pensione che riceveremo sarà molto più bassa dell’ultimo stipendio. Lo Stato lo sa, e non potendo obbligare nessuno a integrarla ha scelto di renderlo conveniente: il fondo pensione è oggi lo strumento più agevolato dal fisco italiano. Il tempo, però, è la leva che conta di più, ed è l’unica che non si può recuperare.

Quanto ti mancherà, in numeri.

Il rapporto tra la prima pensione e l’ultimo stipendio si chiama tasso di sostituzione. Per chi lavora oggi si stima attorno al 65%: la pensione pubblica coprirà circa due terzi dell’ultimo stipendio.

Un terzo dello stipendio, ogni mese

Prendiamo uno stipendio netto di 1.800 euro. Con un tasso di sostituzione del 65% la pensione pubblica sarà di circa 1.170 euro al mese: mancano 630 euro, ogni mese, per tutta la durata della pensione.

Quel terzo è il gap previdenziale, ed è quello che serve costruirsi per tempo, in autonomia. Il fondo pensione esiste esattamente per questo: trasformare piccoli versamenti di oggi, e il TFR che già maturi, in una rendita o in un capitale che copra la differenza.

Esempio, numeri indicativi
VoceAl meseQuota
Ultimo stipendio1.800 €100%
Pensione pubblica stimata1.170 €65%
Da coprire ogni mese630 €

Stima basata sul tasso di sostituzione atteso per i lavoratori attivi oggi. Il dato reale dipende dalla carriera contributiva di ciascuno.

Cinque vantaggi fiscali, più uno.

Nessun altro strumento finanziario in Italia mette insieme tutte queste agevolazioni. Da sole spiegano perché il fondo pensione conviene anche a chi alla pensione non pensa ancora.

01

I versamenti si deducono

Quello che versi riduce il reddito imponibile e quindi le imposte che paghi. È il vantaggio più immediato, e torna ogni anno con la dichiarazione dei redditi.

Fino a 5.300 € l’annodeducibili dal reddito IRPEF
02

I rendimenti pagano meno

I rendimenti maturati dentro il fondo sono tassati meno di quelli di quasi tutti gli altri strumenti finanziari. Sulla parte in titoli di Stato resta il 12,5%. Su trent’anni la differenza pesa parecchio.

20% invece del 26%sui rendimenti maturati
03

Niente imposta di bollo

L’imposta che grava ogni anno su conti titoli, fondi, depositi e polizze non si applica al fondo pensione. Un vantaggio piccolo ogni anno, che su trent’anni diventa importante.

0,2% l’anno risparmiatosu tutto il capitale accumulato
04

All’incasso, tra il 9% e il 15%

Quando incassi capitale o rendita paghi un’aliquota agevolata, che parte dal 15% e scende dello 0,3% per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo, fino al minimo del 9% al trentacinquesimo anno. È il motivo per cui aprire il fondo presto vale più che versare di più dopo.

9-15% invece del 23-43%rispetto al TFR lasciato in azienda
05

Successione esente

In caso di decesso prima del pensionamento il capitale va agli eredi, o ai beneficiari indicati all’adesione, senza imposta di successione. Uno strumento di pianificazione che quasi nessuno considera.

Zero imposta di successionee beneficiari scelti da te
+1

Per i dipendenti: il contributo del datore

Se sei dipendente e versi una quota minima, il tuo contratto collettivo ti dà diritto a un contributo aggiuntivo del datore di lavoro. Soldi già stanziati, che entrano nel tuo fondo solo se aderisci.

Uno stipendio differitoa cui rinunci se non apri il fondo

Quanto risparmi davvero, ogni anno.

Il risparmio immediato dipende dalla tua aliquota IRPEF e da quanto versi. Qui lo vedi per le tre fasce di reddito principali.

Due mesi di versamenti li paga lo Stato

Con 200 euro al mese, chi guadagna tra 28 e 50 mila euro recupera 792 euro l’anno con la dichiarazione dei redditi: in pratica due mesi di versamenti li paga lo Stato. Chi supera i 50 mila euro ne recupera più di mille.

Vale per chi ha un reddito soggetto a IRPEF. Chi è in regime forfettario non può dedurre i versamenti, salvo che abbia altri redditi IRPEF come affitti o lavoro dipendente.

Risparmio IRPEF annuo per fascia di reddito
RedditoAliquota100 €/mese200 €/mese5.300 €/anno
Fino a 28.000 €23%276 €552 €1.219 €
Da 28.001 a 50.000 €33%396 €792 €1.749 €
Oltre 50.000 €43%516 €1.032 €2.279 €

Stima sulle aliquote IRPEF in vigore, calcolata sull’aliquota marginale della fascia. 5.300 euro è il tetto annuo deducibile.

Se sei dipendente

Il TFR è già tuo. La domanda è dove lo fai crescere.

Ogni anno il tuo datore di lavoro mette da parte circa una mensilità del tuo stipendio: è il Trattamento di Fine Rapporto, uno stipendio differito che ricevi quando il rapporto di lavoro finisce. Non è un regalo dell’azienda e non è una cifra in più in busta paga, quindi spostarlo non ti toglie niente dallo stipendio di oggi.

Una mensilità l’anno, che in azienda cresce poco

Il calcolo lo puoi fare anche da solo: si prende la retribuzione lorda annua, si divide per 13,5 e si toglie un piccolo contributo che va all’INPS. Con una retribuzione lorda di 35.000 euro il TFR che maturi è di circa 2.400 euro l’anno. In vent’anni sono quasi 50.000 euro, e non sono pochi: per molte persone è la cifra più grande che ricevono in un colpo solo in tutta la vita lavorativa.

Lasciato in azienda, però, cresce con una rivalutazione fissata per legge: 1,5% più il 75% dell’inflazione, su cui ogni anno si paga un’imposta del 17%. In pratica serve a non perdere potere d’acquisto, e poco di più. Quando poi lo incassi viene tassato con l’aliquota media IRPEF dei tuoi ultimi anni, che parte dal 23% e cresce con il reddito.

Esempio, numeri indicativi
VoceImporto
Retribuzione lorda annua35.000 €
Diviso 13,52.593 €
Contributo INPS dello 0,5%− 175 €
TFR che maturi ogni anno2.418 €

Il conto preciso dipende dalle voci della tua busta paga che il contratto collettivo include nella base di calcolo. Lo trovi nel cedolino o te lo dice l’ufficio del personale.

In azienda o nel fondo pensione.

Messi uno accanto all’altro, con i pro e i contro di entrambi. La differenza più grande sta nelle tasse all’uscita e in come cresce il capitale, ma ci sono anche un paio di aspetti a favore del TFR in azienda che è giusto conoscere.

Il confronto, voce per voce
TFR lasciato in aziendaTFR nel fondo pensione
Come cresceRivalutazione fissa: 1,5% più il 75% dell’inflazioneViene investito nella linea che scegli: con una linea azionaria, su orizzonti lunghi, il potenziale è più alto
Tasse sulla crescita17% ogni anno sulla rivalutazione20% sui rendimenti, 12,5% sulla parte in titoli di Stato
Tasse quando lo incassiAliquota media IRPEF, dal 23% in suDal 15% al 9%, scende dello 0,3% per ogni anno di adesione oltre il quindicesimo
AnticipiDopo 8 anni nella stessa azienda, fino al 70%, una sola volta, solo per casa e spese sanitarieSpese sanitarie fino al 75% in ogni momento; dopo 8 anni fino al 75% per la prima casa e fino al 30% per qualsiasi motivo. Anche più di una volta
Se cambi lavoroTi viene liquidato e tassato a fine rapportoResta nel fondo e continua a crescere; puoi riscattarlo nei casi previsti, per esempio se resti senza lavoro
Contributo del datoreNessunoSe il tuo contratto collettivo lo prevede, si aggiunge al tuo
Se cambi ideaPuoi decidere di spostarlo nel fondo in qualsiasi momentoLa scelta non torna indietro, ma dopo 2 anni puoi cambiare fondo senza perdere l’anzianità

Il punto a favore del TFR in azienda è la disponibilità: quando cambi lavoro lo incassi subito. Nel fondo pensione invece resta investito fino alla pensione, salvo anticipi e riscatti. È il motivo per cui la decisione va presa guardando anche il resto del tuo patrimonio e la liquidità che hai da parte. Riferimenti: art. 2120 del Codice civile, artt. 8, 11 e 14 del D.lgs. 252/2005.

Le domande che ti starai facendo.

Sono i dubbi che ricevo più spesso da chi valuta il primo fondo pensione o pensa di spostare il TFR. Ti rispondo qui, così quando ne parliamo siamo già allineati sulle basi.

E se mi servono i soldi prima della pensione?

Il fondo pensione non è un cassetto chiuso. Per spese sanitarie gravi puoi anticipare fino al 75% in qualsiasi momento. Dopo 8 anni puoi chiedere fino al 75% per acquisto o ristrutturazione della prima casa, anche dei figli, e fino al 30% per qualsiasi altra esigenza, senza dover giustificare nulla. Anche più di una volta.

Art. 11, comma 7, D.lgs. 252/2005

Sono dipendente: devo per forza versare il TFR?

No, sono due decisioni separate. Puoi aprire il fondo versando solo i tuoi contributi volontari, oppure aggiungere anche il TFR, in qualsiasi momento della vita lavorativa.

Se decidi di spostarlo, il TFR che maturi da quel momento il datore di lavoro è obbligato a versarlo nel fondo, e non può rifiutarsi. Quello che hai già accumulato invece si sposta solo se l’azienda è d’accordo: se non lo è, resta dov’è e lo incassi a fine rapporto, come sempre.

Art. 8, D.lgs. 252/2005

Decido io quanto versare ogni mese?

Sì, e puoi cambiarlo quando vuoi. Sul Core Pension i versamenti hanno periodicità libera e importo a piacere: puoi partire con 50 euro al mese, aumentare quando ti pare, sospendere e riprendere. Nessuna penale, nessun obbligo di continuità. La cosa importante è iniziare presto, anche con cifre piccole.

Cambia qualcosa in busta paga o nelle tasse?

Spostare il TFR non riduce il tuo netto: non è una voce che ricevi ogni mese, cambia solo dove finisce la quota che l’azienda accantona per te. Diverso è se aggiungi anche un tuo contributo, per esempio per avere quello del datore: quello sì esce dalla busta paga, ma è deducibile e in parte te lo restituisce il fisco.

Il TFR invece non si deduce, perché su quello non hai mai pagato IRPEF, e per lo stesso motivo non consuma il tetto dei 5.300 euro: il suo vantaggio sta all’uscita, dove paghi tra il 15% e il 9% invece del 23% o più.

E se cambio lavoro?

Il fondo pensione resta tuo e ti segue: puoi continuare a versarci il TFR del nuovo lavoro, oppure tenerlo fermo e lasciarlo crescere. Non perdi niente dell’anzianità maturata, che è quella che abbassa le tasse all’uscita.

Se invece resti senza lavoro, puoi riscattare il 50% dopo 12 mesi e tutta la posizione dopo 48, con la tassazione agevolata. Lo stesso vale in caso di invalidità.

Art. 14, D.lgs. 252/2005

E se cambio idea?

Dopo 2 anni di adesione puoi trasferire il fondo a un altro operatore senza costi e senza perdere l’anzianità maturata, e la linea di investimento la puoi cambiare nel tempo. Il fondo pensione non è un vincolo a vita: è uno strumento, e come tale lo puoi cambiare se le condizioni non ti convincono più.

Una cosa però va detta chiaramente: il TFR che va nel fondo non può tornare in azienda. È l’unica scelta davvero definitiva del percorso, ed è per questo che non va presa di fretta: ne parliamo insieme e decidi tu.

Art. 14, D.lgs. 252/2005

Il fondo pensione può fallire?

No. Il patrimonio del fondo è giuridicamente separato da quello della società che lo gestisce: anche se Amundi avesse problemi, i tuoi soldi restano tuoi. Quello che può oscillare è il valore dell’investimento, in base alla linea che scegli, ma il capitale non sparisce. Il fondo è vigilato da COVIP, l’autorità pubblica che controlla i fondi pensione italiani.

Sono dipendente pubblico: vale anche per me?

In parte. I dipendenti pubblici non possono versare il TFR in un fondo pensione aperto come il Core Pension: per il pubblico impiego la normativa lo permette solo nel fondo di categoria.

Puoi però affiancargli un fondo aperto per i versamenti volontari, deducibili fino a 5.300 euro l’anno, magari su una linea più azionaria.

Cosa è cambiato nel 2026.

La Legge di Bilancio 2026 ha rivisto buona parte delle regole su TFR e previdenza complementare. Alcune novità sono già in vigore, altre partono a fine ottobre. Ecco quelle che ti riguardano.

Il contributo del datore ti segue

Fino a oggi il contributo del datore di lavoro era legato al fondo di categoria: se trasferivi la posizione altrove, lo perdevi. Dal 31 ottobre 2026, passati due anni di adesione, puoi portare la posizione su un fondo aperto come il Core Pension e il contributo del datore continua ad arrivare.

Le istruzioni operative sono attese per quella data: su un caso concreto, cioè quale contratto e quale quota minima, la verifica la faccio io.

Art. 14 D.lgs. 252/2005, modificato dalla L. 199/2025; decorrenza fissata dalla L. 50/2026

Neoassunti iscritti in automatico

Dal 1° luglio 2026 il vecchio silenzio-assenso è diventato un’adesione automatica: chi entra per la prima volta nel lavoro dipendente privato viene iscritto dal primo giorno al fondo del proprio contratto, con il TFR e, se previsti, i contributi. Si può rinunciare entro 60 giorni.

Se è il tuo caso, prima di rinunciare scrivimi: spesso conviene restare, prendersi il contributo del datore e, passati due anni, valutare se portare la posizione su un fondo più adatto a te. Chi invece ha già scelto in passato di tenere il TFR in azienda non viene toccato, e può cambiare idea quando vuole.

L. 199/2025; direttive COVIP del 19 giugno 2026

Deducibilità a 5.300 euro

Il tetto dei versamenti deducibili passa da 5.164,57 a 5.300 euro l’anno, dal 2026. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007 può recuperare negli anni successivi al quinto la parte non usata, fino a un massimo di 7.950 euro l’anno.

Il TFR non entra in questo tetto; il contributo del datore sì.

Art. 8, comma 4, D.lgs. 252/2005

Nuovi modi di incassare

Alla pensione, oltre alla rendita per tutta la vita e al capitale, ora puoi scegliere una rendita a durata definita, calcolata sulla speranza di vita, oppure prelievi liberi entro quel limite, entrambi con la tassazione dal 15% al 9%. Dal 31 ottobre 2026 si aggiunge l’erogazione frazionata su almeno 5 anni, tassata dal 20% al 15%.

La quota che puoi prendere in capitale resta al 50%: la legge l’aveva alzata al 60%, poi è stata riportata al 50% dalla stessa data.

Le cinque linee del Core Pension.

Il Core Pension di Amundi è un fondo pensione aperto, iscritto all’Albo COVIP con il numero 169. Cinque linee di investimento: più sei giovane e lontano dalla pensione, più ha senso una linea con una quota azionaria alta.

Linee di investimento, costi e rendimento atteso
LineaAzioniOrizzonteCosto annuoAtteso netto
Garantito0 – 30%Breve0,80%1,5%
Obbligazionario Misto15 – 35%Medio0,80%1,5%
Bilanciato35 – 60%Medio-lungo0,95%3,0%
Azionario60 – 90%Lungo1,10%5,0%
Azionario Plus75 – 100%Lungo1,25%6,0%

Il costo annuo è la commissione di gestione, e vale allo stesso modo per i tuoi versamenti e per il TFR; il Core Pension non applica commissioni di ingresso. Il rendimento atteso netto è il rendimento medio annuo del benchmark di ciascuna linea negli ultimi dieci anni, già al netto della tassazione sui rendimenti, meno la commissione di gestione; per il Garantito il riferimento è la rivalutazione del TFR, che la linea punta a eguagliare. È una stima, non una promessa. Puoi suddividere i versamenti fino a quattro linee contemporaneamente e cambiare la scelta nel tempo. Fonte: Nota Informativa Core Pension, marzo 2026.

Quanto può diventare, nel tempo.

Due conti, a seconda di cosa vuoi mettere nel fondo. Il primo è sui tuoi versamenti: scegli la cifra mensile, gli anni e la linea, e vedi il capitale stimato a scadenza e quanto recuperi ogni anno con la dichiarazione dei redditi.

200 €
30 anni
Capitale stimato a scadenza
—
Totale versato
—
Risparmio fiscale ogni anno
—

Simulazione semplificata con il rendimento atteso netto di ciascuna linea, ricavato dalla Nota Informativa come spiegato sopra: già al netto dei costi di gestione e della tassazione sui rendimenti. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri. Il risparmio fiscale è calcolato sull’aliquota marginale della fascia scelta. Per una valutazione sui tuoi numeri, scrivimi.

Il tuo TFR, in azienda o nel fondo.

Il secondo conto è sul TFR: scegli la tua retribuzione lorda, gli anni che mancano e la linea, e vedi quanto ti resterebbe in tasca, già al netto delle tasse, lasciandolo in azienda o spostandolo nel fondo pensione.

35.000 €

25 anni
Nel fondo pensione, netto
—
Lasciato in azienda, netto
—
Differenza a tuo favore
—

Simulazione semplificata sul solo TFR futuro, senza contributo del datore né versamenti tuoi, con retribuzione costante. In azienda: rivalutazione dell’1,5% più il 75% di un’inflazione ipotizzata al 2% annuo (l’obiettivo della BCE), meno il 17% di imposta, e tassazione all’uscita al 23%, l’aliquota minima: se la tua aliquota media è più alta, la differenza cresce. Nel fondo: rendimento atteso netto della linea, ricavato dalla Nota Informativa Core Pension di marzo 2026 come spiegato nella tabella delle linee, già al netto dei costi e della tassazione sui rendimenti, e tassazione all’uscita secondo gli anni di adesione. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.

Aprirlo è facile. Gestirlo bene fa la differenza.

Il fondo pensione ti accompagna per venti, trenta o quarant’anni. La differenza tra un’apertura fai da te e un fondo seguito non si vede al primo anno: si vede al ventesimo.

La linea giusta per te

Non quella di default, scelta a caso. La decidiamo insieme in base alla tua età, ai tuoi obiettivi e al resto del tuo patrimonio. Più sei giovane, più ha senso essere esposto all’azionario.

Il riallineamento nel tempo

Avvicinandoti alla pensione la linea va spostata verso strumenti più prudenti. Lo facciamo insieme nel momento giusto, senza che tu debba ricordartene o gestirlo da solo.

Un tassello del patrimonio

Il fondo pensione va guardato insieme al resto: investimenti, liquidità, immobili, eventuali eredità future. Solo così la linea, l’importo e il momento del riscatto hanno senso.

I vantaggi fiscali, tutti

Uso pieno del tetto di deducibilità, coordinamento con il TFR e con le altre leve fiscali, scelta del momento del riscatto. Decisioni che valgono migliaia di euro nel tempo.

La strategia di uscita

Rendita per tutta la vita, rendita a durata definita o capitale? Quanto liquidare subito, fino al 50%? La RITA per andare in pensione prima? Sono scelte che vanno preparate con anni di anticipo.

Una persona da chiamare

Un dubbio, una scadenza, un cambiamento importante come un nuovo lavoro, la casa o un figlio: hai me e il mio team a un messaggio di distanza, su WhatsApp.

Come si parte, passo per passo.

È tutto online: le pratiche le prepariamo io e il mio team, e non dovrai mai andare in banca. L’unico passaggio che fai tu, se decidi di versare il TFR, è consegnare due moduli all’ufficio del personale.

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Definiamo insieme la configurazione

In una chiamata di mezz’ora scegliamo la linea di investimento adatta alla tua età e ai tuoi obiettivi, l’importo mensile e, se sei dipendente, se conferire anche il TFR. Ti chiederò pochi dati di base: li trovi qui sotto.

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Apriamo il fondo pensione

Ti preparo la proposta di adesione al Core Pension e ti arriva nell’area riservata Fineco: la confermi come una normale proposta di investimento, senza compilare niente a mano. Se hai già un fondo pensione altrove, si parte da quello. Da quel momento sei iscritto, l’anzianità inizia a maturare e la prima deduzione arriva già con la prossima dichiarazione dei redditi.

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Se versi il TFR, i moduli per l’azienda

Sono due: il modulo di adesione con i dati del tuo datore di lavoro e il manuale operativo per l’azienda, che spiega all’ufficio del personale come e dove versare. Te li preparo io, già compilati dove possibile, e tu li consegni. Da quel momento l’azienda è obbligata a versare nel fondo il TFR che maturi; se vuoi spostare anche quello già accumulato, è il momento giusto per chiederlo.

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Controlliamo che arrivi

I versamenti e il TFR li vedi dal sito Fineco, in Portafoglio, sezione Assicurativo e previdenza, alla voce Amundi Core Pension. Di solito le aziende versano ogni mese o ogni trimestre: se dopo qualche mese non vedi niente, scrivimi e verifichiamo.

I dati che ti chiederò.

Li raccogli in pochi minuti. Poi mi scrivi su WhatsApp con i dati pronti: è il modo più veloce per partire.

Dati personali

  • Titolo di studio
  • Condizione professionale
  • Settore di appartenenza
  • Provincia in cui svolgi l’attività

Beneficiario in caso di premorienza

Puoi indicarne anche più di uno.

  • Nome e cognome
  • Codice fiscale

Dati del datore di lavoro

Solo se vuoi versare anche il TFR nel fondo.

  • Ragione sociale
  • Partita IVA
  • Contratto collettivo applicato
  • Data di assunzione

Decisioni preliminari

  • Importo del versamento mensile, anche di massima
  • Se sei dipendente: vuoi versare anche il TFR?
  • Linea di investimento: la decidiamo insieme

Iniziamo dall’anzianità.

Ogni anno di adesione in più abbassa le tasse che pagherai all’uscita, e il TFR che lasci in azienda oggi è TFR che cresce poco e pagherà più tasse domani. Scrivimi su WhatsApp e attivo subito la procedura. Se hai ancora dubbi, scrivimi lo stesso.

Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate dal consulente di riferimento, come Consulente Finanziario abilitato all’offerta fuori sede per FinecoBank S.p.A., e soggetto autorizzato e vigilato da Consob. Queste informazioni non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e le simulazioni riportate hanno valore puramente esemplificativo. Prima dell’adesione leggere la Nota Informativa del fondo. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.

Stefano Traverso

Consulente finanziario iscritto all’Albo OCF, certificato EFPA.

Ufficio: Lungomare di Pegli 169R, 16156, Genova (GE)