Fondo Pensione.
Tre vantaggi fiscali concreti, una tassazione premiante all’incasso e una flessibilità che pochi strumenti offrono. Guarda il video o leggi la guida, poi le domande frequenti.
Il fondo pensione in breve.
Tre vantaggi fiscali importanti, una tassazione premiante al momento dell’incasso, e una flessibilità che pochi strumenti offrono. Qui sotto una guida sintetica, poi le risposte alle domande più frequenti.
Un tassello sempre più necessario.
Il sistema previdenziale pubblico farà fatica, in futuro, a garantire un tenore di vita adeguato. Per questo lo Stato incentiva sempre di più la previdenza complementare.
Uno dei pochi modi con cui lo Stato può incentivare senza obbligare i cittadini è offrire vantaggi fiscali, rendendo economicamente conveniente la scelta. Il fondo pensione funziona esattamente così: non solo costruisci nel tempo una pensione integrativa, ma ottieni tre vantaggi fiscali concreti in tre momenti diversi della tua vita.
I tre momenti in cui guadagni
Il fondo pensione ti premia fiscalmente:
- Quando versi, attraverso la deduzione dei contributi dal reddito
- Mentre il capitale cresce, con una tassazione agevolata sui rendimenti
- Quando incassi, con un’aliquota premiante tra il 9% e il 15%
Deduci dal tuo reddito.
I contributi che versi nel fondo pensione riducono il reddito imponibile e ti fanno pagare meno IRPEF. Il risparmio dipende dall’aliquota in cui ricadi.
Il tetto massimo annuo deducibile è di 5.300€. Il limite è unico e complessivo: vale anche se hai più forme di previdenza complementare attive contemporaneamente.
Il risparmio effettivo sulle tasse dipende dal tuo reddito e dall’aliquota IRPEF a cui sei soggetto. Ecco quanto puoi risparmiare versando il massimo deducibile:
1.219€
Aliquota 23%
Reddito fino a 28.000€
1.749€
Aliquota 33%
Reddito tra 28.000€ e 50.000€
2.279€
Aliquota 43%
Reddito oltre 50.000€
Un esempio concreto
Un lavoratore con reddito imponibile di 56.000€ paga 16.280€ di IRPEF. Se versa 5.300€ in un fondo pensione, il reddito imponibile scende a 50.700€ e l’IRPEF diventa 14.001€. Ha risparmiato 2.279€ di tasse ogni anno, soldi che restano nelle sue tasche.
Un’eccezione: regime forfetario
Per le Partite IVA in regime forfetario i versamenti non sono deducibili, a meno che non abbiano altri redditi soggetti a IRPEF (affitti, partecipazioni societarie, diritti d’autore, redditi finanziari). Anche senza deduzione, restano comunque validi tutti gli altri vantaggi del fondo pensione.
Rendimenti tassati meno.
Mentre il capitale cresce nel fondo, i rendimenti sono tassati con aliquota agevolata. Nel lungo periodo la differenza pesa parecchio.
I rendimenti del fondo pensione sono tassati al 20%, con riduzione al 12,5% sulla componente investita in titoli di Stato. È un trattamento agevolato rispetto agli altri strumenti finanziari, tassati al 26%.
La tassazione avviene ogni 15 giorni, automaticamente, sul valore della quota del fondo quando la performance è positiva. Non devi fare nulla: tutto è gestito in automatico.
20%
Tassazione rendimenti fondo pensione
12,5%
Tassazione sulla componente in titoli di Stato
26%
Tassazione degli altri strumenti finanziari
Un bonus silenzioso: niente imposta di bollo
Su tutti gli altri strumenti finanziari lo Stato applica un bollo dello 0,2% annuo sul controvalore del portafoglio. Sul fondo pensione invece non si applica. Nel lungo periodo è un vantaggio silenzioso ma concreto sulla performance complessiva.
Un’aliquota premiante.
Al momento della prestazione pensionistica paghi un’aliquota molto inferiore a quella ordinaria. E più a lungo hai partecipato, meno paghi.
Quando richiedi la prestazione, la tassazione sul TFR che hai versato e sugli importi dedotti negli anni varia tra il 9% e il 15%, contro aliquote IRPEF ordinarie che arrivano fino al 43%.
Il meccanismo premia la fedeltà: l’aliquota parte dal 15% e, dopo 15 anni di versamenti, si riduce dello 0,3% per ogni anno successivo, fino a un massimo di 6 punti percentuali. Con 35 anni di partecipazione l’aliquota scende al 9%.
Come scende l’aliquota nel tempo
- Fino a 15 anni di adesione: 15%
- 20 anni di adesione: 13,5%
- 25 anni di adesione: 12%
- 30 anni di adesione: 10,5%
- 35 anni o più: 9% (l’aliquota minima)
Come ricevi i soldi
Quando arrivi alla pensione puoi scegliere: ricevere il 100% in rendita (una pensione integrativa vitalizia), oppure fino al 50% in capitale (in un’unica soluzione) e il restante in rendita. In alcuni casi puoi ricevere anche il 100% in capitale.
TFR in azienda o nel fondo pensione?
La differenza fiscale tra le due opzioni è importante. Ecco il confronto diretto.
Opzione tradizionale
TFR lasciato in azienda
23% – 43%
La tassazione varia in base alla tua aliquota IRPEF media degli ultimi anni. Può arrivare fino al 43%.
Opzione agevolata
TFR nel fondo pensione
9% – 15%
Tassazione agevolata che decresce con gli anni di adesione, fino a un minimo del 9% dopo 35 anni.
Il TFR può essere versato nel fondo pensione in qualsiasi momento durante la vita lavorativa. Sul TFR che maturi dal momento della richiesta in poi, il datore di lavoro è obbligato a versarlo nel fondo se ne fai richiesta. Sul TFR già maturato in azienda, se vuoi spostarlo il datore di lavoro deve essere d’accordo.
Non è un capitale bloccato.
Uno dei luoghi comuni più diffusi è che il fondo pensione “vincoli” i soldi fino alla pensione. Non è così: sono previste anticipazioni, riscatti e la RITA.
Puoi richiedere un’anticipazione anche più di una volta, per lo stesso motivo o per ragioni diverse. Ecco le tre possibilità previste.
Spese sanitarie gravi
Fino al 75% del capitale, in qualsiasi momento, per terapie o interventi straordinari che riguardano te, il coniuge o i figli. Serve certificazione ASL. Tassazione agevolata 15%-9%.
Prima casa (acquisto o ristrutturazione)
Fino al 75% del capitale, dopo 8 anni di adesione, per acquisto o ristrutturazione della prima casa per te o per i figli. Tassazione al 23%.
Esigenze personali generiche
Fino al 30% del capitale, dopo 8 anni di adesione, senza dover motivare la richiesta. Tassazione al 23%.
RITA: andare prima in pensione usando il fondo
La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata ti permette di andare in pensione fino a 5 anni prima (10 anni in caso di disoccupazione prolungata), usando il capitale del fondo come rendita mensile in attesa della pensione pubblica.
I requisiti per richiederla:
- Aver cessato l’attività lavorativa
- Almeno 20 anni di contributi nella previdenza obbligatoria
- Almeno 5 anni di adesione al fondo pensione
La tassazione è sempre quella agevolata dal 15% al 9%.
Trasferimento senza perdere anzianità
Hai già un fondo pensione aperto altrove? Puoi trasferirlo senza oneri fiscali, a patto che siano passati almeno 2 anni dall’adesione. Il trasferimento non interrompe l’anzianità maturata, che prosegue regolarmente sul nuovo fondo.
Domande frequenti.
Le risposte alle domande che ricevo più spesso. Se non trovi la tua, scrivimi su WhatsApp.
Apertura e adesione
Che dati servono per aprire un fondo pensione?
Per aprire un fondo pensione servono:
Dati personali: titolo di studio, condizione professionale, settore lavorativo, provincia dell’attività economica.
Per il beneficiario in caso di morte: nome e cognome, codice fiscale o Partita IVA.
Per versare il TFR: ragione sociale, Partita IVA, indirizzo, telefono e mail del datore di lavoro.
Potrai fornirceli su WhatsApp al numero 351 622 3585.
Posso trasferire in Fineco un fondo pensione a cui avevo aderito?
Certamente, per trasferirlo servono i documenti di adesione del vecchio fondo. Contattami su WhatsApp al 351 622 3585. Il trasferimento è gratuito.
Attenzione: puoi trasferire solo se sono passati almeno 2 anni dall’adesione. Il trasferimento può richiedere fino a 6 mesi.
Si può aprire un fondo pensione per un figlio minorenne?
Sì, è possibile aprire un fondo pensione anche per un figlio minorenne. È necessaria una documentazione specifica per i minori.
Contattami su WhatsApp al 351 622 3585 e ti guido nella procedura passo passo.
Posso aderire al fondo pensione se vivo all’estero o sono iscritto AIRE?
Sì, è possibile aderire anche se sei iscritto AIRE, con due precisazioni importanti:
- Le agevolazioni fiscali IRPEF (deducibilità dei versamenti) sono valide solo se produci reddito tassato in Italia
- Sono escluse le US Person, ovvero i cittadini statunitensi o i residenti fiscali negli USA
Se ti trasferisci all’estero dopo aver aderito, puoi mantenere il fondo pensione attivo con o senza versamenti e richiedere la prestazione pensionistica al raggiungimento dell’età prevista.
Sono un lavoratore autonomo in regime forfetario, conviene fare il fondo pensione?
Sì, anche se con alcune precisazioni sulla deducibilità. I lavoratori autonomi in regime forfetario non possono dedurre i versamenti dal reddito forfetario (che è già tassato con aliquota sostitutiva). Tuttavia, la deduzione resta valida se hai anche altri redditi soggetti a IRPEF: affitti, partecipazioni societarie, diritti d’autore, redditi finanziari.
Anche senza il vantaggio della deduzione, restano comunque gli altri benefici:
- Tassazione agevolata sui rendimenti (20% invece di 26%, 12,5% sui titoli di Stato)
- Esenzione dall’imposta di bollo
- Tassazione agevolata al 15-9% al momento della pensione
- Tutte le protezioni (impignorabilità, esenzione successione)
Sono un dipendente pubblico, posso versare il TFR nel fondo pensione?
No, i dipendenti pubblici non possono versare il TFR in un fondo pensione aperto come Core Pension. La normativa attuale prevede per il pubblico impiego regole diverse rispetto al settore privato.
Puoi però comunque aderire al fondo pensione e fare versamenti volontari (fino a 5.300€ deducibili all’anno), beneficiando di tutti gli altri vantaggi fiscali: deducibilità dei contributi, tassazione agevolata sui rendimenti, aliquota 15-9% sul capitale finale.
TFR e versamenti
Posso versare il mio TFR nel fondo pensione? Come faccio?
Certamente. Una volta aderito, potrai andare dal tuo datore di lavoro con due documenti: il modulo di adesione e il manuale operativo per l’azienda. Ti fornisco io questi moduli.
Qual è la differenza tra TFR futuro e TFR pregresso?
TFR futuro: è il TFR che matura dopo l’iscrizione al fondo pensione. Il datore di lavoro è obbligato a versarlo nel fondo pensione. Non può rifiutarsi.
TFR pregresso (già maturato): è il TFR accumulato prima dell’iscrizione al fondo. Per versarlo nel fondo pensione, il datore di lavoro deve essere d’accordo. Non è un obbligo, serve il suo consenso.
Posso fare un versamento aggiuntivo nel fondo pensione?
Certamente, basta comunicarmi l’importo su WhatsApp al 351 622 3585 e ti mando la proposta. I versamenti volontari sono deducibili fino a un massimo di 5.300€ all’anno.
Con quale frequenza posso impostare il versamento periodico?
Puoi scegliere la frequenza che preferisci: mensile, trimestrale, quadrimestrale, semestrale o annuale.
Oltre al versamento periodico, puoi sempre fare versamenti aggiuntivi una tantum quando vuoi. Il versamento sul fondo pensione è totalmente libero: non ci sono penali se salti un mese o se non versi per un anno intero.
Posso modificare la rata periodica del fondo pensione?
Sì, bisognerà compilare un modulo “Modifica Addebito Conto Corrente“. Contattami al 351 622 3585.
Come faccio a vedere l’importo versato nel fondo pensione?
Accedi a Fineco dal computer, vai su “PORTAFOGLIO“, poi “Portafoglio” nel menu a sinistra, e dal menu a tendina “Assicurativo e previdenza“. In corrispondenza di “Amundi Core Pension” vedrai l’importo versato e i contributi deducibili.
Vantaggi fiscali
Quanto posso risparmiare in tasse ogni anno versando in un fondo pensione?
Il vantaggio fiscale principale del fondo pensione è la deducibilità dei versamenti dal reddito. Quello che versi riduce il reddito imponibile e quindi l’IRPEF che paghi. Il tetto massimo deducibile è di 5.300€ all’anno, e il risparmio dipende dalla tua aliquota IRPEF.
Il risparmio massimo ottenibile versando 5.300€:
- Reddito fino a 28.000€ (aliquota 23%): risparmio fino a 1.219€
- Reddito tra 28.000€ e 50.000€ (aliquota 33%): risparmio fino a 1.749€
- Reddito oltre 50.000€ (aliquota 43%): risparmio fino a 2.279€
Qual è l’aliquota finale sul capitale quando vado in pensione?
Al momento dell’erogazione della prestazione pensionistica, il fondo pensione ha una tassazione agevolata che va dal 15% al 9%, contro le aliquote IRPEF ordinarie che arrivano fino al 43%.
Il meccanismo premia la fedeltà: fino al 15° anno di contribuzione l’aliquota è 15%, poi si riduce dello 0,3% per ogni anno successivo, fino a toccare il minimo del 9% dopo 35 anni di adesione.
Attenzione: questa tassazione agevolata si applica solo sui versamenti che hai effettivamente dedotto e sull’eventuale TFR versato. I rendimenti generati dal fondo sono già stati tassati anno per anno.
Come viene tassato il rendimento del fondo pensione mentre è in accumulo?
I rendimenti del fondo pensione sono tassati con aliquota agevolata del 20%, ridotta ulteriormente al 12,5% sulla quota investita in titoli di Stato. È un trattamento molto più favorevole rispetto agli altri strumenti finanziari, dove l’aliquota standard è il 26%.
La tassazione avviene ogni 15 giorni, direttamente sul valore della quota (NAV) quando la performance è positiva. Non devi fare nulla, è tutto gestito in automatico dal fondo.
Il fondo pensione paga l’imposta di bollo dello 0,2%?
No, il fondo pensione è esente dall’imposta di bollo sugli investimenti. Su tutti gli altri strumenti finanziari lo Stato applica un bollo dello 0,2% annuo sul controvalore, sul fondo pensione invece no. È un ulteriore vantaggio silenzioso che nel lungo periodo fa una differenza concreta sulla performance complessiva.
Posso scaricare il fondo pensione dalla dichiarazione dei redditi?
Sì, i versamenti volontari sono deducibili (non il TFR). Per l’estratto conto, accedi all’area riservata su corepension.it, sezione “DOCUMENTI” > “DOCUMENTAZIONE ISCRITTO“.
Dove trovo la certificazione dei versamenti per la dichiarazione dei redditi?
La certificazione dei versamenti effettuati nel fondo pensione è disponibile nell’area personale del sito corepension.it. Una volta scaricata, la consegni al CAF o al commercialista per portare i versamenti in deduzione nella dichiarazione dei redditi.
Se fai il 730 da dipendente, il rimborso IRPEF arriva direttamente in busta paga a partire dalla retribuzione di luglio.
Investimento e gestione
Posso dividere il versamento su più linee di investimento?
Sì, puoi costruire un mix personalizzato selezionando fino a 4 linee di investimento diverse, decidendo la percentuale da destinare a ciascuna. Questo ti permette di diversificare il profilo di rischio in base al tuo orizzonte temporale e ai tuoi obiettivi.
Posso aiutarti a scegliere la combinazione più adatta alla tua situazione.
Posso modificare la linea di investimento scelta?
Sì, puoi cambiare la linea di investimento scelta dopo un anno dall’adesione al fondo. La modifica si fa compilando un apposito modulo. Contattami su WhatsApp al 351 622 3585 e ti guido nella procedura.
Posso reintegrare nel fondo le somme che ho preso con un’anticipazione?
Sì, e c’è un vantaggio fiscale importante: quando reintegri somme precedentemente prelevate come anticipazione, ti viene riconosciuto un credito d’imposta pari alle tasse pagate al momento dell’anticipo.
Se hai preso un’anticipazione pagando il 23% di tasse e successivamente rimetti quei soldi nel fondo, lo Stato ti restituisce quella tassazione sotto forma di credito d’imposta. È un meccanismo che premia chi riesce a ricostituire il capitale pensionistico dopo aver affrontato un’esigenza temporanea.
Anticipazioni e riscatti
Quali sono le condizioni per un riscatto anticipato del fondo pensione?
Spese sanitarie: fino al 75%, nessuna anzianità minima, serve certificazione ASL.
Acquisto o ristrutturazione prima casa: fino al 75%, servono 8 anni di iscrizione.
Ulteriori esigenze: fino al 30%, servono 8 anni di iscrizione.
Pensione ed erogazione
Come viene erogato il fondo pensione quando vado in pensione?
Al momento della pensione hai diverse opzioni per ricevere quanto accumulato:
- Rendita vitalizia: una pensione integrativa che ricevi periodicamente per tutta la vita.
- Rendita reversibile: la rendita continua a favore di un beneficiario da te designato in caso di decesso.
- Capitale: puoi ricevere fino al 50% dell’importo in un’unica soluzione (in alcuni casi anche il 100%).
- RITA: Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, un’erogazione graduale prima della pensione di vecchiaia, se hai i requisiti.
Contattami su WhatsApp al 351 622 3585 per valutare insieme l’opzione migliore per te.
Cos’è la RITA e quando posso richiederla?
La RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) è una prestazione che ti permette di usare il capitale del fondo pensione per anticipare l’uscita dal lavoro fino a 5 anni prima della pensione di vecchiaia (fino a 10 anni in caso di disoccupazione prolungata).
Requisiti per richiederla:
- Aver cessato l’attività lavorativa
- Almeno 20 anni di contributi versati alla previdenza obbligatoria (INPS o casse professionali)
- Almeno 5 anni di adesione a un fondo pensione
- Raggiungimento dell’età pensionabile entro i 5 anni successivi alla cessazione
Tassazione: è la stessa agevolata dei fondi pensione, dal 15% al 9% in base agli anni di adesione.
La RITA è uno strumento potente per chi vuole smettere di lavorare in anticipo: permette di ricevere una rendita mensile usando il proprio fondo pensione, in attesa della pensione pubblica.
Successione e protezioni
Cosa succede al fondo pensione in caso di decesso prima della pensione?
In caso di decesso durante la fase di accumulo, il capitale viene liquidato al 100% agli eredi legittimi o ai beneficiari che hai designato. I vantaggi fiscali in questo caso sono molto significativi:
- La tassazione è quella agevolata dal 15% al 9%, in base agli anni di adesione al fondo
- Non è prevista alcuna imposta di successione
- La liquidazione è rapida e non passa attraverso la normale procedura successoria
Per questo motivo è importante indicare sempre almeno un beneficiario al momento dell’adesione: velocizza le procedure ed evita complicazioni per i tuoi cari.
Cosa succede se non indico un beneficiario nel fondo pensione?
Se non viene indicato un beneficiario specifico, la somma accumulata nel fondo pensione viene liquidata agli eredi legittimi secondo le regole della successione ereditaria (coniuge, figli, genitori).
Tuttavia, ti consiglio di indicare sempre almeno un beneficiario per velocizzare le procedure ed evitare complicazioni burocratiche.
Il capitale nel fondo pensione è protetto da pignoramenti e sequestri?
Sì. Il capitale accumulato nel fondo pensione gode di protezioni giuridiche che altri strumenti finanziari non hanno:
- È impignorabile: nessun creditore può rivalersi sul capitale accumulato
- È insequestrabile: non può essere sottoposto a sequestro
- È esente da imposta di successione
Queste tutele rendono il fondo pensione uno strumento particolarmente efficace per proteggere il patrimonio destinato al futuro, soprattutto per chi svolge attività professionali con esposizione a rischi patrimoniali (imprenditori, professionisti, liberi professionisti).
Il fondo pensione può fallire?
No, il fondo pensione non può fallire. Il patrimonio del fondo è separato giuridicamente da quello della società che lo gestisce: se anche la società di gestione avesse problemi, il capitale degli aderenti resta intatto e tutelato.
Questo non significa però che il capitale non possa oscillare di valore: la performance del fondo dipende dall’andamento dei mercati finanziari, in base alla linea di investimento scelta. Linee più prudenti hanno oscillazioni minori, linee più aggressive possono avere oscillazioni maggiori nel breve ma rendimenti più alti nel lungo periodo.
Oltre alla separazione patrimoniale, il fondo pensione è vigilato dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), l’autorità di controllo indipendente che verifica la correttezza della gestione.
Bonus e casi particolari
Cos’è il bonus fiscale per i lavoratori di prima occupazione?
È un’agevolazione specifica prevista dal Dlgs 252/2005 per chi inizia a lavorare e aderisce a un fondo pensione.
Come funziona: nei primi 5 anni di adesione, se versi meno del plafond annuale di 5.300€, la differenza non va persa. Si accumula come bonus da poter utilizzare dal 6° al 25° anno di adesione, con un limite annuo di 7.950€.
Esempio pratico: nei primi 5 anni versi solo 2.000€ all’anno. Hai lasciato sul tavolo 3.300€ di plafond all’anno, per 5 anni, ovvero 16.500€ di bonus cumulato. Dal 6° anno in poi puoi versare fino a 7.950€ all’anno (5.300€ ordinari più 2.650€ di bonus) deducendoli tutti dal reddito, finché esaurisci il bonus.
È un’opportunità molto interessante per i giovani che iniziano a versare piccole somme ma in futuro avranno redditi più alti.
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